Leggi “Spezzando le catene. la divisione ucraina delle waffen ss“. Allo sforzo bellico tedesco sul fronte dell’Est non corrispose, come sottolinea e ben documenta l’Autore, la volontà di far partecipare i popoli via via incontrati alla comune lotta in nome della libertà dallo stalinismo, garantendo loro una concreta autonomia. Eclatante esempio è rappresentato dall’Ucraina, che sarebbe potuta divenire, grazie alle enormi risorse demografiche ed economiche e, non da ultimo, fieramente nazionalistiche e patriottiche, un vero e proprio faro per tale obiettivo. Qualcosa si fece, è vero, ma troppo poco e troppo tardi. Tant’è che Mosca poté sfruttare a pieno titolo, secondo l’accorta terminologia della propaganda marxista, a sua volta il motto della “guerra patriottica” per la difesa dagli invasori, nonostante che i tedeschi pubblicassero ripetutamente, su giornali e periodici dell’Asse, articoli e foto scattate dai corrispondenti di guerra, al fine di dimostrare la buona accoglienza riservata alle armate della Wehrmacht dai civili dell’Est, grati oltretutto per l’immediato ripristino della libertà di culto. Un’alleanza germanico-ucraina sarebbe servita ad indebolire i nemici storici della Germania: Polonia e Russia. Il generale Erich von Ludendorff si era dichiarato assai favorevole all’idea di un’asse Berlino-Kiev. Lo stesso Alfred Rosenberg, il teorico dello NSDAP, già nel 1927 aveva pensato che “Un’alleanza fra Berlino e Kiev e la creazione di una frontiera comune si imponevano come necessità”. Ed egli restò sino all’ultimo fedele a questa tesi, mantenendo rapporti con l’esiliato leader Skoropadsky, contrariamente a Hitler che già nel “Mein Kampf” considerava i territori dell’Est parte del Lebensraum, e quindi da sottoporre all’egemonia tedesca. Per l’incarico di Commissario del Reich in Ucraina, Rosenberg sperava in un rappresentante tedesco filo-ucraino; invece, a complicar le cose e a peggiorarle fu imposto, il 17 luglio 1941, quell’Erich Koch che contava sull’appoggio di Bormann e Goering, i quali vedevano semplicemente lo sfruttamento delle fertili terre ucraine, non curandosi di quell’indipendenza che avrebbe promosso una leale e fattiva collaborazione, sicuramente giovevole ad entrambi i popoli. Dopo ripetute prove negative, il 15 maggio 1943 Rosenberg chiedeva a Hitler di destituire Koch, affermando: “Lo considero personalmente e ufficialmente incapace di rappresentare il Reich all’est”. Von Schirach, già capo della Gioventù hitleriana e all’epoca Gauleiter di Vienna, si univa a Rosenberg dichiarando che “un’Ucraina libera ed autonoma sarebbe servita al Reich più di un’Ucraina diretta dal signor Koch”. E anche Goebbels era d’accordo con loro. Ma non se ne fece nulla. Nonostante il potente flusso di volontari ucraini che premevano per combattere nelle file dell’esercito tedesco, la “Galizien”, 14ª divisione Waffen SS nata dall’apporto dell’O.U.N. (Organizzazione Nazionalista Ucraina) e addestrata in Germania, fu pronta per il fronte solo nel maggio del ’44, mentre gli Alleati stavano per entrare in Roma e sbarcare in Normandia; e così avvenne, ad esempio, per la 30ª Waffen SS (“Weissruthenien”), formata nell’estate del 1944. Quanto sopra viene magistralmente sviluppato dall’Autore attraverso una narrazione scorrevole e avvincente che, corredata con foto e illustrazioni sulle divise, offre al cultore di storia e all’appassionato di uniformi un importante, esauriente tassello.
Scheda tecnica
- AUTORE
- Caballero Jurado Carlo
- PAGINE
- 328
- ANNO
- 30/03/2018
- ISBN
- 9788898996162