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Breviario di sopravvivenza etico-motorista
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Mettere in moto l’auto la mattina non è la sterile reiterazione di un gesto quotidiano: è l’accensione di una Molotov da scagliare al conformismo.
Su di giri è un viaggio (fra l’autografia e il saggio) in cui l’autore conduce alla scoperta del profondo significato filosofico-rivoluzionario che è racchiuso nel motore endotermico. Dieci capitoli sgranati in sequenza come le marce di un’auto sportiva, dalla messa in moto al fondoscala del contagiri passando per le sei marce. Ciascuno di questi rivela un episodio autobiografico che si trasfigura in una riflessione sul mondo dei motori, valutando anche le conseguenze della sentenza elettrica che pende come una spada di Damocle sul nostro destino di uomini liberi e responsabili.
Con uno stile coinvolgente, l’autore intreccia ricordi, incontri e suggestioni – da Isabella ad Arturo Ferrarin, da un ristorante di Shanghai a un vagone della metro di Tokyo – per raccontare come il motore tradizionale non sia solo espressione di una forma tecnologica, ma si risolva in concreta bellezza e solarità. Il vero soft power su cui può (ancora) contare il Belpaese come biglietto da visita nel mondo. Una riflessione rivolta non solo e non tanto a chi già ama i motori, ma soprattutto a chi crede ancora nella libertà ed è ancora disposto a sognare.