Federico Gennaccari - Una morte scomoda: L'omicidio di Francesco Cecchin
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Federico Gennaccari - Una morte scomoda: L'omicidio di Francesco Cecchin

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Una storia emblematica degli anni settanta

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L'omicidio di Francesco Cecchin è una morte scomoda che per anni si è cercato di far passare per un incidente, una caduta da un muro per sfuggire i suoi aggressori. Non bisogna farsi ingannare se c'è ancora qualcuno che sui libri propaganda questa tesi. C'è un sentenza della magistratura che ha rimesso le cose apposto, secondo la quale si è trattato di omicidio volontario. Ha infatti stabilito che Francesco è stati picchiato duramente (con un colpo gli hanno spappolato la milza) e poi gettato di sotto ai suoi aggressori da un muro alto 5 metri all'interno dello stabile di via Montebuono 5. Ha battuto violentemente la testa e non si è mai ripreso, è morto dopo 18 giorni di coma. Una morte scomoda perché rimasta senza giustizia, in quanto la polizia di zona, nonostante avesse avuto tutte le informazioni necessarie dagli amici di Francesco, non fece alcuna indagine per scoprire gli aggressori, nemmeno sugli esponenti del Pci con cui Cecchin qualche ora prima ebbe una lite per i manifesti attaccati in piazza occupando anche gli spazi del Msi-Dn. Iniziò le indagini solo dopo la morte di Cecchin: un incredibile ritardo di 18 giorni. Una morte scomoda perché Cecchin era un giovane di destra e l'inchiesta avrebbe dovuto coinvolgere uomini del Pci che era stato un partito di governo fino a qualche mese prima ed era il partito a cui apparteneva il sindaco di Roma, allora amministrata da una giunta di sinistra. Una morte scomoda perché vi fu anche una perizia medico-legale in sostegno alla tesi della caduta, poi sconfessata in tribunale. Cecchin era un giovane di destra , ma alla storia della caduta non hanno mai creduto anche i giornali di sinistra come "La repubblica" e "Lotta continua". Una morte scomoda da non dimenticare, da ripercorrere attraverso giornali e atti giudiziari, testimonianze e documenti, purtroppo una vicenda emblematica degli anni Settanta, gli anni di piombo, dell'odio e della violenza.

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